Olbia
Tempio Pausania

Votare No ad un’impostura. Sulla riforma della magistratura, iniziativa della Cgil Gallura con Marco Travaglio

di Enza Plotino

Con certezza ormai granitica, possiamo dire che questa “ordalia” come la chiama Meloni, una novità l’ha portata eccome! Ha avvicinato mondi che fino a ieri erano lontani, ha permesso alla magistratura di poter trovare un piano di comunicazione che potesse essere comprensibile per tutti, ma anche ha reso evidente a tutti che sono le leggi che dirigono la “penna” dei magistrati e non il contrario. Se la nostra Presidente del Consiglio voleva confondere le acque per “normalizzare” il ruolo dei magistrati imputando loro tutti i fatti di cronaca nera e di malagiustizia attuali, ebbene non mi pare ci stia riuscendo, anzi sta succedendo l’esatto contrario. Lo abbiamo plasticamente visto ieri sera, ad Olbia, durante un’iniziativa della Cgil Gallura sulle ragioni del No al referendum, che ha reso evidente, grazie al contributo di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano da una parte, e all’importante apporto tecnico giuridico dei magistrati e degli avvocati presenti dall’altra, come la realtà degli esempi, dei fatti, portata da Travaglio, unita alla disponibilità a far comprendere il proprio ruolo e i propri organismi decisionali della magistratura, dà modo a tutti noi cittadini e cittadine di poter capire che si può stare da una sola parte.

Quella del rispetto della legge e della Carta costituzionale. E’ stato proprio l’intervento del direttore del Fatto Quotidiano ad aiutare tutti noi a rendere comprensibile le asperità di un mondo fino a ieri inarrivabile. Ha “messo a terra” la realtà con i suoi fatti, gli errori, le condanne, le assoluzioni, le archiviazioni, districando i nodi della riforma e smascherandone le falsità che il Governo ha fatto circolare artatamente per confondere la cittadinanza. Procedure scorrette, falsi argomenti (molto gettonata la famiglia del bosco), per introdurre false ragioni sulla necessità di questa riforma. E’ stato tutto molto chiaro. Con questa riforma, la destra vuole minare l’equilibrio tra i poteri dello Stato perchè si è sempre sentita “estranea” culturalmente, “dove per cultura intendo l’avversione alla Carta costituzionale e alla Repubblica democratica” e vuole tentare di scardinare, attraverso questa controriforma, l’architrave democratico che ha retto e guidato l’Italia negli 80 anni da quel lontano 1946. Per questo la riforma ha attraversato fulminea il Parlamento per arrivare, senza essere toccata, alla fase della campagna referendaria, da “vivere come un’ordalia”, nei desideri di Meloni. Una riforma al buio e un voto al buio. I magistrati e gli avvocati presenti all’iniziativa della Cgil Gallura hanno dimostrato, attraverso i loro interventi, di come la riforma sia dannosa, oltre che per la giustizia e per l’equilibrio dei poteri, anche per i cittadini. Un prezioso e approfondito contributo tecnico sulla cultura della giurisdizione comune ai Pubblici Ministeri e ai Giudici, sull’Alta Corte disciplinare e sul ruolo dell’avvocatura. All’appuntamento della Cgil Gallura erano presenti anche le forze politiche che sostengono i comitati del No, Partito Democratico, Sinistra Italiana e Sinistra Futura e un rappresentante dell’ANPI.

Nel finale, la testimonianza suggestiva ma anche forte e convincente di Vasco De Cet , nipote di Velio e Nadia Spanu che facevano parte di quell’Assemblea Costituente che ha dato vita alla nostra Carta Costituzionale. E la materia, da ieri si è fatta meno ostica e più accessibile alla comprensione di tutti noi, permettendoci di andare a votare convinti di dire No ad un’impostura.

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