di Enza Plotino
Tra le pieghe di quel prezioso reperto storico che servì a coprire i corpi di compagni e compagne caduti per la libertà sulle montagne piemontesi, la storia di coraggio e di resistenza di Armando Partengo, Aldo Maiolo “Bil” e Violetta Sartini “Anita”, partigiani e figure centrali della Resistenza di San Marco e Settimo Torinese. La bandiera, sottratta nel 1944 a un presidio nazifascista alla Rocca del Canavese e trasformata dal partigiano Armando, che ne cancellerà i simboli nemici per dipingervi a mano il volto del Generale Garibaldi, diventerà il vessillo partigiano della Brigata “Spartaco II” e verrà conservata da due eroi della resistenza piemontese Bil e Anita nella Cascina Nuova di via Pescarito, come scrive lo storico Antonio Girardi, dove i due partigiani ospitarono 14 famiglie sfollate, oltre che diversi partigiani di passaggio, trasformando la loro casa in uno degli avamposti della Resistenza tra San Mauro e Settimo. Il 25 aprile del ’44, Bil verrà ferito in un assalto ad una caserma fascista mentre Anita sarà imprigionata dai fascisti di Settimo, che la terranno rinchiusa per ricattare Bil. Saranno proprio loro, Bil e Violetta, che dopo anni nei quali conserveranno quel simbolo della lotta di migliaia di donne e uomini nel “secondo risorgimento” come scrive Bil, per salvare l’Italia dall’occupazione nazifascista e assicurare a tutti noi la libertà repubblicana, nel 1982 in occasione del centenario della morte di Garibaldi, decidono di donare il cimelio ai Musei Garibaldini di Caprera: “saprete farne tesoro” scrivono di loro pugno.

Un gesto allora fortemente sostenuto dal Presidente Sandro Pertini, (di cui rimane, ed è esposta, la firma di quel giorno importante) che vedrà nella donazione il suggello indissolubile tra la memoria partigiana e l’eredità dell’Eroe dei due mondi e riconoscerà nel Compendio il luogo ideale per custodire l’anima della Resistenza. Quale posto migliore come la Casa di Garibaldi per conservare una bandiera che rappresenta un ponte simbolico tra il Risorgimento italiano e la lotta di Liberazione! Quest’anno, in occasione del 25 Aprile 2026, i Musei Garibaldini hanno celebrato la Festa della Liberazione con questo evento di altissimo valore simbolico, promosso dall’ANPI nazionale con un messaggio letto da Anna Rosa Perrone presidente del circolo ANPI La Maddalena Palau che nel suo discorso ha richiamato il senso profondo del nostro passato, della libertà conquistata con la Resistenza, della Costituzione, del rifiuto della dittatura e della coscienza democratica. Parole che sono risuonate forti e chiare in questo momento storico in cui il revisionismo sta provando a svuotare o deformare il significato di certe date e di certi avvenimenti che hanno dato vita alla nascita dell’Italia repubblicana e democratica. L’esposizione del vessillo nello studio di Giuseppe Garibaldi presso la Casa Bianca rimarrà visitabile all’interno del percorso museale fino al 3 maggio prossimo.

