di Enza Plotino
Ai più sembrerà una questione di lana caprina. A chi non ha idea di quanto sia importante per quest’isola la qualità del suo ambiente marino e terrestre! Per un territorio che ha in sé un prezioso patrimonio, che tutelato oggi, può assicurare un futuro economicamente solido e duraturo ai suoi cittadini, garantire la protezione del suo ambiente naturale è il primo punto di qualsiasi programma di governo regionale. Ebbene è proprio su questi temi che l’amministrazione Todde sta facendo più fatica a trovare una direzione e a contrastare la politica del governo Meloni e del suo Ministro Pichetto Fratin tesa a smantellare l’intero architrave del nostro sistema naturale protetto e dunque dell’unica possibilità che abbiamo di poter uscire dalla crisi economica attraverso uno sviluppo turistico controllato e sostenibile. Purtroppo è forte la sensazione che proprio sull’ambiente, quindi sul comparto tra i più importanti per la Regione Sardegna, si stiano perdendo battaglie, forse mai intraprese o quando incominciate, portate avanti in maniera scomposta e approssimativa. L’impressione è di una mancanza di autorevolezza e di governance su dossier per i quali ci sarebbe voluta un’altra, più inflessibile, postura. I Parchi ad esempio. Una parte considerevole del territorio regionale, polmone di un sistema marino e terrestre, capace di trainare tutta l’economia dell’isola, che la destra ha messo saldamente nelle mani di fedelissimi di partito per portare a termine la completa implosione di un sistema ambientale protetto che, proprio perché protetto, frena le mire profittatrici a qualunque costo, dei nostri governanti, capeggiati dal Ministro in persona. Sì è costretti a rincorrere e arginare le minacce (una perla le navi da crociera nell’Arcipelago de La Maddalena) e a rimediare con lettere e ricorsi alle modalità incontrollate e alla mancanza assoluta di vigilanza sulle aree marine più fragili, ma anche più preziose per l’economia dell’isola. C’è in tutti noi la netta sensazione di stare perdendo una battaglia, ma anche intere aree di territorio! E’ di ieri la notizia di una presa di posizione della presidente Todde, una lettera indirizzata a Pichetto Fratin, per denunciare la situazione di devastazione ormai sistematica della Posidonia oceanica, polmone verde marino che ogni anno, sempre peggio, viene distrutta dalle migliaia di barche che assaltano le nostre coste e le nostre isole protette. Nella lettera si chiede al Ministro un intervento per arginare il degrado delle praterie di Posidonia oceanica nell’Arcipelago di La Maddalena, soprattutto “nelle settimane di picco estivo” in cui “la pressione si concentra nelle aree di maggiore fragilità — Caprera, Spargi, Budelli, Santa Maria e le isole a nord e a sud di Mortorio — e agisce lungo tre direttrici: l’ancoraggio su fondali colonizzati dalla posidonia, con sradicamento meccanico e frammentazione delle praterie; il moto ondoso e la velocità eccessiva, che accentuano l’erosione degli arenili; l’aumento della torbidità e gli scarichi non controllati, che riducono l’attività fotosintetica della pianta”. Un’azione lodevole che però mantiene sotto il tappeto, quasi a volerne tenere fuori volutamente, la responsabilità e l’incapacità oggettiva di chi dirige le aree protette in questione. Si indica il dito per non denunciare la luna! Aver lasciato, senza colpo ferire, che il Ministero, con le sue scelte distruggesse ogni possibilità di buona e competente gestione dei Parchi e mettesse a destra e a manca presidenti o commissari trombate e trombati di ogni tipo tutti rigorosamente dei partiti di Governo (i Consigli direttivi sono ridicoli per quanto sono estranei alla materia), oggi si presenta come una disfatta a cui si assiste impotenti, chiedendo allo stesso Ministro che li sta smantellando, di porre rimedio ai mancati controlli e alla cattiva vigilanza sugli ambienti marini preziosi, ma asfittici, polmoni verdi a rischio tracollo. Questo vuol dire non vedere e quindi non contrastare il progetto spregevole della destra che mira a ridimensionare la questione ambientale in nome del dio profitto a tutti i costi e ad aprire spazi vergini e immacolati, alla voracità negazionista di legislatori e profittatori di ogni risma.

