di Enza Plotino
Dibattito insulso, arzigogoli cervellotici quelli seguiti alla visita vacanziera della nostra premier a La Maddalena, che dimostrano come è caduto in basso il sistema culturale e politico del nostro Paese. Non parlo dei commenti, quelli sempre degradanti per chi li scrive e chi si prende la briga di leggerli, ma la “poverina” è finita, bontà sua, nel tritacarne che lei stessa e i suoi alimentano quotidianamente attraverso tweet e giornali arruolati, di rara malvagità, che sputano fiele e maneggiano merda. Vorrei consigliare alla premier di abituarsi perché i suoi fans si stanno man mano decimando e quindi dovrà assuefarsi alla critica e al dissenso palese e violento, cosi come solo lei è la massima insegnante. Non ce li siamo dimenticati i suoi attacchi brutali e velenosi dai palchi dei comizi di partito ma anche dalle platee internazionali, per denigrare i “nemici”, sbeffeggiarli e deriderne i principi. Chi di spada ferisce, di spada perisce, dice il detto mai cosi appropriato. “Offese pesantissime” vaneggiano i suoi seguaci. “Per fortuna una minoranza” sperano! E le donne poi… Ingrate, si trasformano in streghe quando vedono la Meloni!!!! Giusto lei che ha creduto bene di dirsi maschio quando è arrivata al potere e che ha provato a misconoscere e cancellare tutti i diritti che le donne avevano conquistato nel ‘900. Lei che ha potuto militare e ambire ai vertici della politica solo grazie alle conquiste del movimento femminista e che oggi se ne fa beffe. “La odiano” urlano i suoi. “Un livore raramente visto in politica” insistono! Sono ridicoli, così come sono ridicoli al limite del grottesco i paroloni usati per vittimizzare la “poverina”. Fatela finita! La campagna elettorali è lunga e accidentata. Misurate il veleno, altrimenti rimarrete senza munizioni, con le armi spuntate!

