Le liste civiche sono diventate l’espressione massima di un inganno. Nel contesto di grave crisi dei partiti e della politica vengono favorite strane e confuse convergenze su candidati civici e non solo per liste e sindaci, ma anche per i componenti delle giunte all’insegna di un mantra: la politica è corrotta, la società civile è buona. Sono gli stessi partiti che volendo esporsi sempre meno nel ruolo guida dei processi amministrativi, si infiltrano con pezzi di società o gruppetti di singoli cittadini e si auto organizzano all’avvicinarsi delle elezioni locali per costruire liste e listarelle civiche improvvisate, prive di ogni retroterra ideologico o politico e con piattaforme programmatiche confuse e spesso sostanzialmente velleitarie. Anche la formula di democrazia dal basso è complessivamente degenerata e sono poche le realtà dove le liste civiche sono la risultanza di vere e consolidate mobilitazioni dal basso. Nella maggior parte dei casi nascondono interessi particolaristici, potentati locali, leader improbabili. E così hanno finito per indebolire la politica e gonfiare la propaganda. Sono liste “senza bandiera”, che per catturare il maggior numero di persone evitano posizioni forti e palesemente ideologiche, soggetti troppo segnati politicamente e ricercano “facce pulite”, identità annacquate, progetti fumosi. Un caos che finisce per portare oggi, ogni esperienza amministrativa al fallimento di progetto, visione, comunità. A La Maddalena sono due le liste che partecipano alla campagna elettorale, due liste “senza bandiera” che stanno iniziando a sciorinare programmi mirabolanti, interventi miracolosi, azioni ambiziose che rimandano più a ricerche sul web che non alla realtà del territorio maddalenino. Quella che ti sbatte in faccia quando vivi in una crisi di possibilità, di servizi, con un sistema sociale, economico che sta mettendo in sofferenza uno strato significativo di popolazione. Ma la propaganda deve far sognare, non dire la verità. “La Maddalena come una piccola Venezia” diceva il sindaco uscente 5 anni fa nella precedente campagna elettorale. Un ambizioso progetto del programma di allora “la creazione di un polo sulla nautica” non ha visto la luce così come “un’accademia per formare professioni nel settore” è rimasta lettera morta. Perché? Perché anche allora si è puntato sulla propaganda, un leit motif della destra per non arrivare priva di argomenti agli appuntamenti elettorali. Ma oggi è diverso! L’amministrazione ha potuto toccare con mano i problemi e le emergenze di un paese in difficoltà e quindi sa dove andare ad aggredire le cause e produrre risposte. Ed ecco la proposta principe della lista Lai: “il restyling dell’area di Piazza Comando” utile per, udite bene: “integrarla al meglio con il contesto del waterfront cittadino”. Una figata! Il waterfront cittadino? Nessuno l’ha visto, ma da domani faremo più attenzione a guardare meglio! Penso che alla maggior parte dei cittadini maddalenini, soprattutto a coloro che fanno fatica ad andare avanti in maniera dignitosa e che fanno i conti con una mancanza, che oggi sta diventando drammatica, di ogni servizio essenziale per vivere dignitosamente, sia venuto un sussulto ancora più forte di quello che li prende quando vanno al supermercato e guardano i prezzi degli alimenti! Il restyling di Piazza Comando? Wow! Andrò sicuramente a votare. Se trovo il parcheggio per la macchina, che è diventato un terno all’otto anche in inverno, perché la domenica, gli autobus cittadini non funzionano!!!!!! Argomenti che non interessano nemmeno l’altra lista partecipante alla competizione elettorale, quella di Cossu sindaco, che vola alto con fantasmagorici progetti sull’ex arsenale (facile la scelta, con la ricca letteratura sull’argomento proposta dal web), sulla portualità, su ogni megaprogetto su cui sognano più alcuni dei candidati che i cittadini elettori. Il salto è alto, il tonfo potrebbe fare molto male!
L’inganno delle liste civiche e l’arte del compromesso. A La Maddalena due sole liste, ma fantasmagorici progetti! Sui servizi mancanti? Macchè!
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