di Enza Plotino
Quante volte abbiamo denunciato l’esistenza di isole di plastica che coprono vaste superfici degli oceani e dei mari di tutto il mondo? Isole senza vita perché l’opacità della plastica impedisce la trasmissione della luce alle acque e la conseguente generazione di ossigeno. Isole che soffocano il mare. L’inquinamento da plastica rimane uno dei problemi più urgenti che minacciano i nostri oceani e gli ecosistemi marini. E, la sfida oggi, è quella di attuare normative rigorose per limitarne l’uso. Dal Ruanda a Taiwan, e dal Kenya all’Unione Europea, tutti i paesi stanno adottando misure coraggiose per affrontare questa crisi. In mezzo a questi sforzi globali, stanno però emergendo azioni individuali e soluzioni innovative, buone pratiche di gestione delle plastiche e tutela del mare che trasformano il riciclo in vere e proprie opere d’arte. Immaginate di centrare, con il cursore di Google Maps, un puntino nel cuore del Mediterraneo, a Nord della Sardegna, all’interno dell’isola de La Maddalena. Questo paradiso non è immune dall’invasione della plastica. Tonnellate di rifiuti recuperati periodicamente dalle acque cristalline dell’Arcipelago. E, poiché ogni azione, anche individuale conta, un donna, Valeria Serra, abitante dell’isola ha deciso, dopo anni di recupero di ogni rifiuto piccolo o grande di plastica dalle spiagge e dalle coste dell’Arcipelago, di trasformarlo in lavori su tela, collage di oggetti che per loro natura non nascono belli ma che Valeria dimostra possano diventarlo. Delle vere e proprie opere d’arte che si propongono di dare un senso e un valore a quel rifiuto abbandonato chissà dove. Plastiche di ogni forma e colore, reti da pesca, schegge di forme variegate e tappi di tanti colori. Creare arte con i rifiuti del mare per passione ma anche per aumentare la consapevolezza sulle terribili conseguenze dell’inquinamento da plastica. Un modo creativo e artistico per testimoniare come l’ingegno umano possa diventare veicolo di messaggi ambientali, ma anche etici e pedagogici. Valeria Serra fa parte, a pieno titolo di una nuova generazione di artisti, scienziati e attivisti che stanno trasformando il mondo naturale in tele viventi e gallerie d’arte, con un obiettivo comune e urgente: proteggere, rigenerare e celebrare l’ambiente che ci circonda.


