di Enza Plotino
Quanta fuffa è circolata? Quanta cattiva informazione di chi fa propaganda e di chi fa parte del cosiddetto “fuoco amico”? Tutti a disquisire del dito, senza nominare la luna. Sto parlando della vistosa “appropriazione indebita” che il Governo Meloni ha ideato per mettere le mani su vaste aree dei territori regionali, rendendole attraverso l’escamotage delle ZES, delle vere e proprie “zone franche” da legacci, vincoli, lacci e lacciuoli normativi. Una bengodi dei cementificatori, a cui il Governo garantisce anche un sostegno economico speciale. La vicenda di Cala Finanza, in Sardegna, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, diventa un precedente per rimandare al mittente questi escamotage della destra, sorpresa e in castagna difronte alla sollevazione popolare dei sardi e agli impedimenti legali messi in atto dalle istituzioni locali e regionali. In giro per l’Italia altre Zes minacciano l’ordinamento che le realtà locali e regionali si danno per regolamentare il consumo di suolo e lo “sfruttamento” di aree costiere, protette o tutelate dalle leggi dello Stato e dalle norme dei governi regionali. Mai Governo è stato tanto sfrontato, spudorato nel proteggere la parte gaglioffa del nostro Paese: gli evasori, gli assetati di suolo pubblico e privato, gli arricchiti di ogni risma che sfruttano lavoratori, intascano contributi e poi fuggono all’estero con il bottino. Rimandata al mittente la “zona franca” governativa, da oggi si riparte dal territorio, dalle necessità di sviluppo turistico sostenibile, ma anche dalle regole che la Regione Sardegna si è data per conciliare e armonizzare le esigenze e i bisogni, di tutti: cittadini, imprese, istituzioni.

