di Enza Plotino
Tanti segnali, piccoli, grandi, ordinati, scomposti, assumono un valore morale e politico fortissimo. La dignità umana non può essere mai umiliata e per questo, la violazione dei diritti umani a Gaza sta diventando una ferita profonda del mondo civile planetario. Anche da una piccola isola del Mediterraneo, La Maddalena, in Sardegna, si è alzato ieri un grido di dolore e di rabbia promosso dall’organizzazione cittadina di Emergency per tenere viva l’attenzione sulla crisi umanitaria che ha compromesso la vita quotidiana e la dignità di un intero popolo, quello palestinese, bombardato, affamato, assediato dall’offensiva brutale e disumana del Governo di Israele. Manifestare per non dimenticare, manifestare per sostenere chi, come Emergency da anni è impegnata a Gaza per garantire cure, farmaci e assistenza ad una popolazione esposta a bombardamenti continui, ma che fa fronte anche alle mancanze psicologiche generate dal trauma profondo causato dalla perdita di familiari e dall’incertezza costante che colpisce soprattutto i bambini con gravi conseguenze sulla salute mentale di un’intera generazione. Emergency, come altre Ong attive sul territorio palestinese, offre un prezioso supporto medico, logistico e psicologico, oltre a denunciare regolarmente la portata della tragedia e la condizione di impotenza vissuta dai civili. In questa crisi umanitaria gravissima il segnale che arriva da La Maddalena vuole aprire un varco per sensibilizzare (parola ormai desueta nel nostro mondo disumanizzato e indifferente) la cittadinanza su come si muore a Gaza. “Qui abbiamo due milioni di persone sottoposte a uno stress costante, che sono i droni, le morti che toccano le famiglie, la sopravvivenza quotidiana” racconta un medico di Emergency nel video che è stato proiettato nella sala consiliare del Comune cittadino. I numeri sono implacabili e parlano di disumanità, dignità umiliata e soprattutto indignazione e rabbia contro i signori della guerra, criminali e genocidi, Netanyahu e Trump: “Circa un milione e mezzo di persone vive in circa 1.600 campi di fortuna, in condizioni di vita e igiene estreme, tra la mancanza di acqua, cibo sano, medicinali e cure essenziali, immerse tra montagne di rifiuti”. Il mondo visto da Gaza cambia le sue coordinate naturali, “il modo di concepire il tempo e lo spazio. Qui tutto è compresso, persino l’orizzonte”. Eppure tra le macerie resistono gli sguardi delle persone, la forza di una umanità ripiegata su sè stessa. Non dimentichiamo quegli sguardi, non annulliamo quella resistenza e continuiamo a sostenere Emergency per dare una direzione e un sostegno alla causa palestinese, provando a mantenere vivo il coinvolgimento di attivisti, movimenti sociali e gruppi di solidarietà internazionale. Dalla Sardegna, dall’isola di La Maddalena sì fa forte la denuncia delle violenze e le violazioni dei diritti umani e si chiede un intervento da parte delle istituzioni internazionali per fermare l’offensiva israeliana e disseppellire il rispetto del diritto internazionale che a Gaza è morto.

