Questa è la settimana mondiale della lingua e della cultura greca, che ha influenzato profondamente non solo le lingue europee, ma anche le discipline del sapere come la medicina, la matematica, la filosofia e le arti.
Queste celebrazioni cadono proprio durante il vivo delle iscrizioni alle classi prime degli Istituti Superiori dei giovani galluresi, che si trovano davanti alla prima, grande scelta che li proietta per il futuro. Tra le offerte del territorio, c’è ovviamente il Liceo Classico.
Ma quanto ancora è importante occuparsi di cultura greca, o di quella latina? Ne parliamo con Salvatore Caligaris, sedici anni, iscritto al Liceo Classico e vero cultore del mondo classico.
- Partiamo da principio: il Liceo classico è spesso considerato un indirizzo obsoleto, eppure ha da sempre uno zoccolo duro di iscrizioni. Quest’anno, a livello nazionale, corrisponde al 5, 37%, in leggero aumento rispetto al precedente. Lei perché si è iscritto al Liceo Classico e cosa suggerirebbe a chi è ancora indeciso sull’indirizzo scolastico da intraprendere?
Il dato delle iscrizioni al Liceo Classico è, purtroppo, basso. Si vedono il greco e il latino come qualcosa di vecchio, di settoriale e poco divertente, ma anche poco utili in un’ottica di un’istruzione volta ad essere sempre più professionalizzante, ovvero utile alla ricerca di un lavoro immediato. Questo personalmente lo considero un errore, perché la scuola non deve insegnarti un mestiere, ma deve fornirti una cultura generalmente che sicuramente occorre anche nel mondo lavoro, ma che serve nel proprio bagagli quotidiano. Il greco e il latino sono complementari nella formazione della persona, anche perché lo studio della loro grammatica fornisce un’impostazione metodologica che può essere davvero utile in tutti i campi. E non è vero che sono lingue morte! Vivono nei nostri cuori, in primis. Il greco antico è presente in molto della lingua greca moderna. Il latino è la lingua ufficiale di Città del Vaticano. E molti, moltissimi, li utilizzano entrambi come citazioni in ogni social, o no?
- Lei è anche una persona molto attiva nell’associazionismo. Cosa c’entrano le lettere classiche in tutto questo?
Io faccio parte di diverse associazioni. Non tutte sono collegate al mondo classico, anche se la maggior parte sì, come l’Hub Letteratura. Sono delle grandi scuole per me e servono a tessere relazioni sociali importanti, anche fra persone che in altre maniere non avrebbero avuto modo di conoscersi. E poi, mi danno grandi soddisfazioni. Per il Centrum Latinitatis Europae sono stato nominato da poco referente regionale, per esempio.
. Può spiegarci cos’è il Centrum Latinitatis?
Il Centrum Latinitatis Europae (CLE) è un’associazione culturale di respiro europeo che promuove lo studio e l’uso del latino come lingua di cultura viva, favorendo la collaborazione tra docenti, studiosi e istituzioni. Il CLE organizza convegni e iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale latino con particolare attenzione anche a quello greco.
Il referente regionale rappresenta l’associazione sul territorio, curando i rapporti con scuole, enti e realtà culturali locali e promuovendo le iniziative del CLE a livello regionale. Tutto questo mi riempie di grande orgoglio! Tra l’altro, le iscrizioni a questa Associazione sono aperte. E’ gratuita, per cui invito tutti a partecipare e dare il proprio contributo. Vi accoglieremo a braccia aperte.
In conclusione, il mondo classico non è qualcosa semplicemente da mettere in mostra, in una teca di vetro, e ammirarlo. E’ ancora intorno a noi e, come Salvatore ci insegna, è più vivo che mai!

