Olbia
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Cala Finanza, costa di pregio con vista sull’isola di Tavolara, nel mirino del Governo e dei “cacciatori” di profitti

di Enza Plotino

All’inizio sono state azioni soft. Con passo felpato e circospetto si è acquistata una villa e sono iniziati i lavori di “bonifica” della vegetazione a pochi passi dall’acqua cristallina di Cala Finanza, sulla costa di Porto San Paolo. Un vasto taglio della macchia mediterranea senza nessun cartello di inizio lavori e nessuna informazione esposta al pubblico. Un’operazione silenziosa che ha coinvolto la spiaggia circondata da lentischio, cisto, mirto e ginepri selvatici e una villa storica sul mare di Cala Finanza, Villa Joy nel comune di Loiri Porto San Paolo, con vista sull’isola di Tavolara, acquisita nei mesi scorsi dalla società Tavolara Bay, riconducibile alla holding immobiliare brasiliana Jhsf Capital guidata dall’imprenditore di hotellerie di lusso, José Auriemo Neto. Un’area di pregio (una cinquantina di ettari sul mare) e una villa storica, di fine anni Sessanta appartenuta per più di cinquant’anni all’imprenditore Peppino Leone, una delle dimore più suggestive della costa gallurese, il cui nome era stato un omaggio al figlio Joy. Era stato lo stesso Leone a portare la corrente elettrica dalla strada provinciale fino alla sua proprietà. Dalla tenuta si accede direttamente a due delle più belle spiagge di Porto San Paolo, che si affacciano direttamente su Tavolara, la già citata Cala Finanza e Punta La Greca, un tratto costiero rinomato per le sue calette riservate e i fondali cristallini.

Nei mesi scorsi, man mano che l’operazione si va svelando, si comincia a conoscere l’obiettivo di questo acquisto, ovvero il debutto italiano (ed europeo) in Sardegna del gruppo brasiliano Jhsf e l’intenzione di costruire una struttura ricettiva, il Fasano Al Mare Beach Club, di fronte all’isola di Tavolara. Ma come si fa ad aggirare i vincoli di una delle coste più delicate del Mediterraneo in cui vige la tutela della fascia costiera dei 300 metri dalla battigia (conservazione integrale normata dal Piano Paesaggistico Regionale come “bene d’insieme”? Qualcuno incolpa il Comune di Loiri Porto San Paolo attribuendogli la volontà di aver dato una mano all’operazione, avendo adottato a novembre 2025, una delibera per il cambio di destinazione d’uso della villa. E’ il sindaco Francesco Lai a chiarire come sono andate realmente le cose: “Tutto ha inizio quando la società Tavolara Bay presenta alla ZES una pratica relativa ad un progetto che include villa Joy oltre all’area di Cala Finanza” Prima di andare avanti va chiarito cos’è la ZES. Si tratta di una zona economica speciale per il Mezzogiorno, che riguarda aree geograficamente delimitate di norma localizzate nelle regioni svantaggiate, e prevede una corsia preferenziale governativa per attrarre capitali esteri attraverso agevolazioni fiscali, semplificazioni procedurali e interventi infrastrutturali mirati. Inoltre con la ZES ogni meccanismo di controllo viene superato, ogni procedura di valutazione bypassata in nome della semplificazione autorizzativa. Non si prevedono  né V.A.S., nè V.I.A. ecc. ecc. “La ZES – continua il sindaco di Loiri Porto San Paolo – indice una conferenza di servizi in cui vengono chiamati ad esprimere i propri pareri, gli uffici comunali e anche il consiglio comunale vista la richiesta di variante urbanistica”. Nella conferenza, il Comune esprime parere favorevole al cambio di destinazione d’uso della villa già esistente, ma condizionato al fatto che non venga realizzato nessun volume all’interno della villa e dell’area. “In più gli uffici comuni pongono le condizioni per cui vengano garantiti tutti gli accessi al mare esistenti e che laddove non ci siano vengano creati nuovi accessi al mare per agevolare la fruibilità di tutto il demanio”. In realtà il progetto della società Tavolara Bay non prevede volume fisso e nessun hotel o ville di sorta riguardano Cala Finanza, ma la realizzazione, all’interno della villa, di una specie di camping con casette mobili. Come specifica Lai, “le condizioni poste dal Comune, che non permettono di poter realizzare volumi, rendono di fatto inattuabile tutta quella parte del progetto e incompatibili gli interventi”. Parere negativo darà anche la Regione e tutti gli Enti coinvolti, a questo progetto calato dall’alto grazie ad una corsia preferenziale individuata dal Governo. “Nonostante ciò, a febbraio scorso il Consiglio dei Ministri approva l’intervento in toto non tenendo conto dei pareri negativi espressi in Conferenza dei servizi e rilascia l’autorizzazione della ZES”. E arriviamo ad oggi. la Regione impugna, le associazioni e i cittadini insorgono ravvisando un palese contrasto con la normativa di salvaguardia costiera. Mentre monta un allarme diffuso tra la popolazione dell’area interessata, il braccio di ferro che ha messo su fronti contrapposti la Regione e il Governo, vede oggi (4 Giugno) il Consiglio dei Ministri rigettare l’opposizione della Regione alla “variante urbanistica per convertire un’abitazione e l’area limitrofa in un’area/struttura ricettiva. Rilascio dei permessi o autorizzazioni necessari per l’esecuzione di interventi di dettaglio sugli immobili e aree esistenti, presso il Comune di Loiri Porto San Paolo (SS)”. Una decisione che bypassa l’ambito, i pareri, le decisioni delle istituzioni territoriali e che la Regione considera sbagliata nel merito e nel metodo e che non modifica la determinazione a difendere il territorio e le prerogative statutarie dell’Isola in tutte le sedi competenti. Ignorare la contrarietà degli Enti locali, non fa altro che deteriorare rapporti istituzionali già logorati dai continui ostacoli che il Governo pone sulla strada dello sviluppo turistico, ma anche ambientale e economico di una Regione che sta faticosamente provando a coniugare lo sviluppo sostenibile con il lavoro per tutti. E la Regione risponde annunciando un ricorso immediato al TAR contro gli atti che hanno consentito l’approvazione dell’intervento. “La semplificazione amministrativa non può diventare un grimaldello per aggirare la pianificazione territoriale, le norme paesaggistiche e l’autonomia della Sardegna. Lo sviluppo non si costruisce sacrificando aree di inedificabilità assoluta né svuotando di significato il lavoro delle istituzioni chiamate a difendere il territorio”, dichiarano da Cagliari. Si apre così una nuova fase della vicenda, che si sposta sul piano giuridico e istituzionale, con l’obiettivo per la Regione, di far valere le proprie ragioni in tutte le sedi.

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