E’ una storia di ordinaria mediocrità. Intrisa di tranelli, sgambetti, false manovre. Ognuno a suo modo ha voluto impedire al centrosinistra di partecipare (con una propria lista) alle amministrative prossime. Da una parte e dall’altra delle due sole liste concorrenti, tutte e due con una pesante presenza di personalità di destra, tutte e due concentrate su pesi numerici di quello o quell’altro candidato, si è cercato fino alla fine di conquistare questo centrosinistra che respingeva ogni ammucchiata, con offerte di spazi in lista contingentati e debolissimi. In questa situazione di caos, con il Pd capofila, la coalizione di centrosinistra ha cercato di portare avanti il progetto di una propria lista con le migliori personalità espressioni dell’isola. Uomini e donne che si erano ritirati dalla politica attiva schifati dall’andazzo degli ultimi anni, o anche non si erano mai voluti avvicinare alla politica e che nella maggior parte dei casi non si erano nemmeno avvicinati alle urne elettorali. Purtroppo però, ancora tanti di loro non sentono che sia arrivato il momento di dare fiducia ad una partecipazione della sinistra alla campagna elettorale per le amministrative. Come dargli torto? E quindi, la coalizione di centrosinistra ha dovuto desistere per mancanza di candidati. A questo punto, e dato per assodato che la coalizione non sarebbe potuta andare in nessun caso con la lista di chi era uscito nottetempo dal centrosinistra allargato (perché voleva fare il sindaco ma senza dichiararlo), ha accolto l’ipotesi dell’altra lista concorrente e la proposta dell’attuale sindaco che prospettava per il centrosinistra spazi e aperture (con il placet della destra interna ben piantata in Giunta). Ma in realtà anche l’attuale sindaco aveva l’obiettivo non dichiarato di voler solo sostituire alcune uscite, spolverando di rosso sbiadito le candidature, che così come sono distribuite sono nettamente nere. Questo si è capito quando la risposta del centrosinistra per entrare nella lista dell’attuale sindaco, ovvero l’idea di tre nomi rappresentanti del centrosinistra, senza veti sui nomi proposti, in un’ottica di pari dignità della coalizione ma anche della lista dove si pensava (obtorto collo dico io) di entrare, è stata portata nella trattativa. Da quel momento si è andati avanti con mezze parole, mezze voci di corridoio e veti inaccettabili. Come si dice dalle mie parti, il sindaco voleva la botte piena e la moglie ubriaca. Avrebbe voluto decidere nomi, numeri (1 candidato) e senza far cadere i veti che di per sé sono impedimenti insopportabili in un consesso di politica corretta e rispettosa delle diverse sensibilità e personalità. Per questo motivo, al di là dei nomi sui quali veniva posto un veto, è l’atto in sé che è deprecabile e va contrastato. Il centrosinistra non sarebbe mai potuto entrare in una lista dove agiscono veti e rifiuti perché rappresentano l’altra faccia della politica. Quel politichese impregnato di egocentrismo, narcisismo, arroganza e, non ultima per importanza, prepotenza. In un contesto così misero, il circolo del Pd cittadino ritorna alle fondamenta, per costruire una solida base alternativa e contrastare, con la buona politica, le bestialità della destra.
A La Maddalena, il centrosinistra fuori dai giochi. Vincono i veti, gli sgambetti, la cattiva politica
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