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A La Maddalena, il centro estivo comunale, offerta scadente e a rischio salute per i piccoli abitanti dell’isola

A misura di bambini. Siamo certi che a La Maddalena sia a misura di bambini il centro estivo comunale dove tanti genitori portano i loro figli per fargli trascorrere una vacanza spensierata mentre loro lavorano? Direi di no. Anzi, direi che la situazione del centro estivo comunale a Tegge dimostri di quanto andiamo dicendo da tanto tempo: la trascuratezza, la disattenzione con cui il Comune rilascia appalti, evidentemente senza controllare e vigilare sulle condizioni in cui il servizio viene portato avanti, a partire dai fabbricati dove i bambini si fermano 4/5 ore al giorno, dopo il bagno, a mangiare, giocare, riposarsi prima di essere ripresi dai genitori.

Perché i locali a occhio nudo, e quindi che non potrebbe sfuggire ad occhi competenti e vigili, sono privi di aria condizionata (grave mancanza con la calura di questa estate infuocata), ma soprattutto sono coperti da quello che sembrerebbe eternit, ovvero amianto, materiale tossico con rischi per la salute che, secondo la legge è vietato, ma soprattutto va rimosso obbligatoriamente laddove ci sono dei minori (la Legge 257/1992 che ha messo al bando l’amianto, non prevede un obbligo automatico di rimozione immediata per il solo fatto che ci sia amianto, a meno che l’edificio non ospiti minori, caso in cui i protocolli di controllo e i criteri di valutazione del rischio diventano estremamente restrittivi). Ma come si fa a trascurare il benessere di bambini così palesemente, a non controllare, non vigilare, a non autorizzare luoghi idonei e che siano veramente a misura di bambini. Niente insegna, soprattutto in questo posto dove le malattie professionali dovute all’inalazione di sostanze tossiche hanno causato, negli anni, tante morti! Perché è quello che una buona amministrazione dovrebbe garantire alla sua comunità: servizi di cura (e quello ai bambini è uno dei più delicati), di protezione, per fare in modo che i suoi abitanti siano “al sicuro” da quando nascono a quando ci lasciano. Non era la sicurezza il chiodo fisso della destra? Ovviamente “fuffa” propagandistica, al solo scopo di innalzare muri contro gli immigrati, perché la realtà è un’approssimazione, una sciatteria nei servizi di cura e assistenza che rischia di mettere in pericolo la salute dei più piccoli e che lascia sola tutta quella fascia di anziani e di persone fragili che devono affrontare senza mezzi e senza sostegno sociale le difficoltà di vivere.  D’altronde sta dentro il programma politico e culturale della destra la ragione di questa noncuranza e disattenzione per i concetti di cura e assistenza demandati alla primaria responsabilità individuale e famigliare e all’offerta (al ribasso) di servizi privati a cui liberamente accedere! Una profonda differenza culturale da una sinistra politica e di governo che si è sempre occupata della cura e dell’assistenza come responsabilità collettiva dell’intera comunità e come welfare pubblico universale alle migliori condizioni e che ha fatto dei suoi servizi ai più piccoli (asili dell’Emilia Romagna) un vanto riconosciuto in tutto il mondo. Un monito per il prossimo anno e la possibilità di garantire un servizio all’altezza: a misura di bambini! 

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